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storie e curiosità sulla Oktoberfest di Monaco

by MG Uberti
curiosità sulla Oktoberfest di Monaco di Baviera

La festa della birra di Monaco la conoscono tutti, tantissimi italiani ci vanno, ma in pochi conoscono le curiosità ad essa legate e soprattutto quei tanti aspetti culturali connessi alla cultura e alla società bavarese. Vediamo dunque una raccolta di aneddoti e curiosità varie sulla Oktoberfest: non solo birra e alcool, ma anche storia e cultura.

 

l’origine della Oktoberfest

A dispetto del nome e della fama internazionale in realtà l’Oktoberfest in origine non era né una festa della birra né si svolge ad ottobre: oggi viene celebrata gli ultimi due fine settimana di settembre e termina il primo fine settimana di ottobre.

La prima Oktoberfest si tenne dal 12 al 17 ottobre 1810 in occasione delle nozze del principe Ludovico di Baviera con la principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen e si trattò essenzialmente di una corsa di cavalli con qualche stand da fiera di paese. Visto il suo successo però venne ripetuta anche negli anni seguenti, con il progressivo incremento di stand e giochi. Nel 1819 comparvero i primi tendoni dei birrifici, e da quel momento l’Oktoberfest prese un connotato alcolico da cui non tornò più indietro, anzi che la rese famosa nel mondo. Le corse di cavalli si tennero per l’ultima volta nel 1960, ma sembra che nessuno ne senta particolarmente la mancanza.

Dalle date originali a metà ottobre progressivamente si è arrivati alle ultime due settimane di settembre per poter sfruttare un clima migliore ed evitare le piogge autunnali (cosa che non sempre riesce perché ricordo anni di Oktoberfest in cui ha piovuto tantissimo), con buona pace della memoria delle nozze regali.

 

Wiesn, O’Zapft e Gemütlichkeit

Il tedesco è una lingua notoriamente ostica e difficilmente comprensibile, tanto che molti visitatori si limitano ad imparare due-tre parole base (danke, auf wiedersehen e guten tag) e rinunciano in partenza a provare a capire tutto il resto. Ma l’Oktoberfest è innanzitutto una festa popolare bavarese, profondamente radicata nella cultura della Germania meridionale, e per capirla meglio è importante capirne anche le espressioni.

Cominciamo da quelle semplici: Wiesn in tedesco significa “prato”, ma per i bavaresi indica la festa della birra nel suo insieme, visto che si svolge sempre su un prato, nel caso di Monaco il Theresienwiese. L’espressione “Wiesn” non indica comunque solo la Oktoberfest di Monaco: vale anche per le altre feste bavaresi, come ad esempio l’Herbstfest di Rosenheim. I bavaresi dicono “andiamo al Wiesn” per dire “andiamo all’Oktoberfest” (o alla locale festa della birra).

 

Un’altra espressione chiave da capire per conoscere l’Oktoberfest è “O’Zapft is!”. Significa “è stappata”, ed è riferita al barile (o botte) di birra: viene gridato dal sindaco di Monaco quando inserisce a martellate il rubinetto nella prima botte da spillare. E’ il segnale di apertura ufficiale dell’Oktoberfest, prima di quel grido nessuno beve nulla.

 

Ma il concetto più importante da capire è la Gemütlichkeit, che non avendo un esatto termine di traduzione in italiano e nelle altre lingue è anche quello più difficile da spiegare. Cercando Gemütlichkeit sui dizionari online si trovano traduzioni come “comodità” o “agio” che non colgono minimamente il vero significato della parola, tanto meno quello connesso all’Oktoberfest. Non esistendo una parola precisa con cui tradurlo possiamo dire che significa “lo stare bene”, nel caso della festa della birra anche con l’accezione dello “stare bene con gli altri”, amici o sconosciuti, a divertirsi allegramente e spensieratamente. Per un tedesco è molto importante vivere situazioni “gemütlich” (la Gemütlichkeit è la situazione che deriva dall’aggettivo gemütlich) che possono essere: lo stare sotto una coperta a leggere un libro mentre fuori piove, stare a tavola in compagnia degli amici con delle candele sul tavolo nella tua casa ben arredata con la neve che imbianca il paesaggio bavarese fuori (capisci perché è difficile/impossibile tradurlo?!), o lo stare alla Oktoberfest vestiti col costume tipico a divertirsi con i propri amici (possibilmente senza turisti casinisti e scaciati al tavolo accanto).

Il motivetto che all’Oktoberfest viene suonato e cantato a ripetizione è questo:

 

che in sostanza significa “un brindisi alla felicità e allo stare bene insieme”. Come visto sopra non è affatto la traduzione esatta, ma serve a dare un’idea del concetto che vogliono esprimere.

 

giochi e attrazioni strane e curiose

A ben vedere l’Oktoberfest è un grande luna park dove si serve ottima birra nei tendoni appositi, ma parte dell’attrazione per la popolazione locale rimangono comunque gli stand dei giochi e divertimenti, e alcuni di questi hanno mantenuto un carattere antico e al giorno d’oggi poco conosciuto e comprensibile per i visitatori stranieri.

Incredibilmente sopravvive dai secoli scorsi un’attrazione (per me) assurda: il circo delle pulci, Flohzirkus in tedesco, e quello dell’Oktoberfest è l’ultimo famoso ancora in vita (questi baracconi ebbero successo e diffusione fra la metà dell’ottocento e del novecento). Le pulci ammaestrate trainano carretti, giocano a calcio, e altre assurde attività.
Io non ci volevo credere, ma … guarda tu stesso:

Pensavo fosse una presa in giro per gli ubriachi, invece è vero!

 

Sempre dalle fiere degli anni che furono rimane vivo il Vogeljackob (“uccellino Jackob” in tedesco) cioè i richiami per uccelli abitualmente usati per la caccia e qui proposti per divertire i bambini (e farli comprare ai genitori). In realtà non è poi così assurdo come si potrebbe pensare a primo acchito: li ho visti proporre dai venditori abusivi indiani anche al mercato di natale di piazza Navona a Roma.

L’esperienza dei venditori e l’elevato tenore alcolico degli astanti produce una simpatica combinazione:

 

Un classico di tutte le fiere di paese è poi Hau den Lukas, cioè il gioco di picchiare con un martello una pedana per far schizzare più in alto possibile su un binario verticale il carrellino correlato, fino a fargli colpire la campana.

 

E’ un gioco conosciuto anche da noi e visto tantissime volte anche nei film e telefilm americani: è una dimostrazione pubblica della forza del vero uomo maschio, ma alla Oktoberfest è più divertente grazie al fatto che partecipanti e spettatori spesso sono sempre mezzi ubriachi. Il divertimento migliore è stare a guardare più che partecipare.

 

l’angelo Aloisio

Il grande gonfiabile che ruota in aria al centro del tendone Hofbräu Festzelt è Engels Aloisius, l’Angelo Aloisio: è il protagonista di una famosa storiella satirica bavarese pubblicata nel 1911 dall’avvocato Ludwig Thoma.
Aloisio faceva il facchino alla stazione centrale di Monaco, e un giorno morì d’infarto per aver lavorato troppo velocemente. Arrivato in cielo in cielo gli viene assegnata un’arpa e una nuvoletta da cui cantare le lodi; ma non si dimostra molto angelico, fino ad arrivare ad essere rimproverato dal Padreterno in persona. Gli viene quindi affidato un nuovo compito: dovrà portare al Governo Bavarese il consiglio divino su come amministrare meglio la Baviera. Aloisio è più che contento di lasciare il paradiso per tornare a Monaco, e appena arrivato per festeggiare va subito alla famosa birreria Hofbräuhaus e ordina una birra. Poi un’altra birra. E un’altra ancora. Fino a dimenticarsi completamente della sua missione: difatti lo si può vedere ancora al tendone dell’Hofbräu.

Engel Aloisius Oktoberfest

La tragedia è che il governo bavarese non ha ancora ricevuto il consiglio divino su come governare meglio, e considerando i governatori degli ultimi anni si apprezza ancora di più questa storiella, arrivando a pensare che sia vera.

 

un geniale avvitatore di lampadine

Lo Schottenhamel è uno dei tendoni classici più famosi: qui avviene ogni anno l’apertura ufficiale dell’Oktoberfest con la spillatura del primo barile da parte del sindaco di Monaco. Pare che la tradizione risalga al 1950 e tutto sia dovuto sostanzialmente al caso: il sindaco di allora aveva molta fretta perché poco dopo doveva presenziare ad una messa a Theresienhöhe, e visto che pioveva a dirotto scelse a caso il tendone più vicino, poi la tradizione di cominciare lì rimase.
Comunque questo è un tendone storico da molto prima: esisteva già nel 1867, anche se all’epoca era solo una baracca con 50 posti a sedere. Poi nel 1872 un fatto storico: la famiglia Schottenhamel inventò la birra dell’Oktoberfest, la Märzen.

Ma la curiosità più notevole è un’altra: agli inizi del 1900 il giovane Albert Einstein lavorava alla preparazione del tendone Schottenhamel sistemando l’impianto elettrico e avvitando lampadine, come lavoretto extra per arrotondare.

 

 

Per altri consigli e informazioni utili sull’Oktoberfest rimando a questi miei articoli:

guida pratica alla Oktoberfest

come organizzare il viaggio a Monaco per l’Oktoberfest

le recensioni di tutti i tendoni grandi

prezzi aggiornati di birra e cibo

come prenotare un tavolo

 

La guida all’Oktoberfest è parte della guida di viaggio a Monaco di Baviera.

 

Vedi anche la guida di viaggio in Baviera:

banner guida di viaggio in Baviera

 

A sua volta parte della guida di viaggio in Germania:

banner guida di viaggio in Germania

 

 

Per altri consigli vedi le altre guide di viaggio, o vai alla Homepage

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